IMPARARE LA CINA, VENDERE AI CINESI

A cura di Mariangela Pira
e Wu Xinghua

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Dare del tu ai pronomi e ai membri della famiglia. Maiale compreso

Dopo aver preso confidenza con i numeri, è il caso di soffermarsi su un altro elemento sempre protagonista nel quotidiano e dunque fondamentale per chi vuole impadronirsi dei fondamentali di questa lingua: i pronomi. Anche in Cina c'è naturalmente la prima, la seconda e la terza persona singolare; poi, attraverso di esse e in modo del tutto semplice, si ottengono le forme plurali, salvo qualche particolarità.

Si parte quindi dalle tre singolari, che sono Wǒ(我), Nǐ(你), Tā(他), banalmente io, tu, egli, per riferirci invece a ella si pronuncerà allo stesso modo, ma cambiando il carattere con (她), dove appare evidente a sinistra il carattere della donna (Nǚ 女), che si è imparato nelle prime lezioni, a sostituire quello dell'uomo (stilizzato) 亻(=人 rén). I pronomi declinati al plurale sono come base gli stessi del singolare, con a fianco però il carattere di pluralità, men (们); una particolare eccezione è poi rappresentata dalla seconda persona, dove quando ci si riferisce a qualcuno con cui non si ha confidenza, oppure a cui si deve particolare rispetto, si usa il nin (您 nín ), del tutto simile all'antico deferente voi e che, sotto il pronome, mette un cuore. Ecco che quindi abbiamo Wǒmen(我们), Nǐmen(你们), Tāmen(他们).

Dare del tu ai pronomi e ai membri della famiglia. Maiale compreso

Ancora, in modo semplificato, da qui si può passare ai pronomi possessivi, dove la base rimane quella di cui sopra, con a fianco la specifica di possesso, de (的): quasi come la 's genitiva degli inglesi. Si avrà perciò Wo- De 我的, Ni-De 你的, Ta-De 他的, Wo-Men-De 我们的, Ni-Men-De 你们的, Ta-Men-De 他们的 per significare mio, tuo, suo, nostro, vostro e loro. Il possessivo de (的) si può omettere, nel linguaggio parlato, quando appare evidente il possesso rispetto alla persona: un esempio classico è la mamma. E in questo caso basta dire Wo Ma-Ma (我妈妈) per dire «la mia mamma». Incidentalmente si è quindi imparato la parola mamma, che si pronunzia proprio Ma-Ma, dove il doppio carattere, ripetuto appunto, evidenzia una donna (la figura femminile della mamma), con a fianco il pittogramma del cavallo 马[un tempo馬], per pura necessità di fonetica. Giusto imparare a questo punto anche 爸爸 bà-ba, il papà, carattere ripetuto, che ha nella parte superiore 父(fù) «padre» e sotto invece la particella 巴Bā, anche in questo caso esclusivamente per necessità fonetiche.

Sempre all'interno della famiglia, il fratello più giovane è 弟弟dì-di, mentre la sorellina è 妹妹mèi-mei. Le sorelle e i fratelli maggiori sono 姐姐ji-jie e 哥哥Gē-gē. Notare per le sorelle che ancora ricorre nella parte sinistra il pittogramma della donna (Nǚ 女). Così una semplice composizione familiare all'interno di una famiglia, che si scrive 家(Jiā), ovvero un carattere che rappresenta un maiale 猪Zhū, sotto il tetto di una casa: secondo la civiltà contadina, se all'interno di una casa vi era anche un maiale, significava l'esistenza di una famiglia, dove appunto il pacioso suino rappresentava per essa un importante sostegno (la carne, il grasso e banalmente, l'avere una sorta di pattumiera).

28 marzo 2015 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira

Imparare la Cina - 15

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Imparare la Cina 15 - I pronomi personali


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Dalla seggiola all’amo da pesca, ecco i numeri in cinese

Oggi parliamo dei numeri. In Italia siamo abituati al comodo e semplice sistema decimale, dove i numeri vanno da zero a nove e, con questi e i loro multipli, spaziamo nel mondo delle quotidiane necessità. Vediamo come vengono interpretati i numeri da 0 a 10 in cinese.

Per questo scopo ho inventato un semplice sistema per memorizzarli più facilmente: vediamo come.
Davvero facile per i primi tre (1-2-3), poiché basta rifarsi ai numeri romani, dove si utilizzavano tratti verticali accoppiati (I -II -III), tracciandoli però in orizzontale (一 二 三).
Abbastanza intuitivo il numero 4, che in cinese evidenzia un insieme a forma quadrata (四), che si presta facilmente a essere diviso in due parti e poi ancora a metà (4-2-1).
Il 5 nella nostra scrittura assomiglia a una sedia a dondolo, panciuta per favorire la flessibilità: ebbene anche nella scrittura cinese è una specie di seggiola, ma del tutto squadrata (五).
Un po’ più difficile ricordare il 6, che assomiglia a una campanella definita lateralmente da due tratti aperti verso l’esterno, con una linea orizzontale che li unisce al di sopra e con al centro il manichetto (六).
Il 7 è davvero facile; è come il nostro ma a testa in giù (七).
Ancora, il bellissimo e fortunatissimo 8 è costituito, come il nostro, da due parti, ma anziché due forme tonde sovrapposte prevede due tratti simmetrici, uno a sinistra e l’altro a destra (八). Anche qui, come nel 4, si esprime il concetto di separazione-divisione per due (8-4-2-1).
Del tutto diverso 9, la cui forma è come un amo da pesca rivolto a destra, dove penzola anche un pezzo di filo alla sua sinistra (九).
Infine, il 10 è rappresentato da due semplici tratti tra loro ortogonali, come una specie di croce (十).

Imparare la Cina - Dalla seggiola all’amo da pesca, ecco i numeri in cinese

Ne parleremo prossimamente, ma intanto occorre a questo punto sapere che i cinesi utilizzano poi come numeri-base il 100, il 1.000 e il 10.000. Così, ad esempio, per esprimere il numero 100.000 si dirà 10 volte 10.000.

21 marzo 2015 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira
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Imparare la Cina - 14

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Imparare la Cina 14 - I numeri cinesi


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Desk China - 18 marzo 2015

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Apprendere gli ideogrammi per parlare di universo e di pianeti

Dopo avere imparato parole molto ricorrenti come mondo, Cina, città e capitali, si può andare alla scoperta lessicale dell’universo e dei suoi pianeti. In modo molto semplice e intuitivo, per esprimere il concetto di universo 天地, si uniscono i due ideogrammi di Cielo e Terra (Tiāndì).

Per denominare poi i diversi pianeti del sistema solare si fa riferimento alle peculiarità più note che li caratterizzano, anche dal punto di vista mitologico, considerandoli stelle 星 (xīng), comunque, elementi dello spazio in connessione con altri elementi. E’così che il pianeta gemello, la luminosa Venere, in cinese si dice 金星 (Jīnxīng) ovvero stella d’oro, quasi a interpretare la luce che questo pianeta diffonde alle prime luci dell’alba (stella mattutina), o alla sera (stella vespertina). Il pacioso Giove viene invece definito il pianeta legno 木星 (Mùxīng), che ci ricorda anche il suo apparente colore, davvero ligneo. Nell’ideogramma è molto palese il disegno dell’albero, con le radici che si estendono e i rami che si allargano. Ecco che l’abbinamento 水星 (Shuǐxīng), ovvero acqua più stella, va a caratterizzare il pianeta Mercurio, ovvero il solido più il liquido. A seguire poi c’è Marte, l’astro planetario che alle volte in lontananza si può anche vedere, rosso e infuocato. Per questo si definisce come il Pianeta fuoco più stella 火星 (Huǒxīng). Si intravede nell’ideogramma di fuoco la fiamma che arde. Più familiarmente, Saturno viene unito al concetto di terra, infatti si scrive 土星 (Tǔxīng), cioè terra più stella. La linea del suolo, orizzontale, sorregge al di sopra ciò che su di lei ben si può impiantare. A questo punto si sono definiti e utilizzati anche tutti i cinque più importanti elementi in natura ovvero oro, legno, acqua, fuoco e terra. I cinesi li considerano essere alla base di ogni equilibrio universale.

Imparare la Cina - Apprendere gli ideogrammi per parlare di universo e di pianeti

Il ricorso a similitudini della mitologia, ci porta poi a Nettuno, il re del mare, che anche per la lingua cinese è appunto 海王星 (Hǎiwángxīng), mare più re più stella, il pianeta re del mare. È invece considerato re del cielo il pianeta Urano, quindi 天王星 (Tiānwángxīng): notare che in questo caso l’ideogramma deriva basilarmente da uomo 人 (rén), che allargando le braccia identifica poi il concetto di grande 大 (dà). Naturalmente al di sopra del grande, non può esserci che il massimo ovvero il cielo 天. Infine il lontanissimo e oscuro Plutone, ce viene considerato il re degli inferi 冥王星 (Míngwángxīng). Notare nell’ideogramma (míng) 冥 la articolata composizione di un sole (al centro) coperto al di sopra, il numero sei 六(liù) al di sotto, quasi a voler significare l’ora del giorno (le sei di sera) in cui il cielo di norma non è più visibile e quindi diventa scuro.

Questa volta, dalla terra agli astri, abbiamo fatto ancora insieme un bel viaggio nel mondo degli ideogrammi: a presto!

14 marzo 2015 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira
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Imparare la Cina - 13

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Imparare la Cina 13 - L'Universo e i pianeti


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Desk China - 11 marzo 2015

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Sempre più in profondità, nel cuore degli ideogrammi

Abbiamo ormai compreso che l’affascinante scrittura cinese prende, carattere dopo carattere va a toccare il nostro cuore.

Cuore, per esempio, si traccia come uno stilizzato ventricolo sinistro, con intorno alcune gocce di sangue 心 (xin). A sua volta, il cuore, che è passione, diviene poi stimolo naturale per altri significati dove è componente/radicale.

Ecco che allora se associamo l’aggettivo piccolo 小 (xiao) al cuore, otteniamo 小心(xiaoxin = far attenzione, prendersi cura di...), dove appunto l’idea è che il cuore si stringa, si faccia piccolo.
Ancora, l’ideogramma composto 想 (xiang = pensare), vede a sinistra sopra il cuore una pianta (dove ci si ossigena) e sulla destra un occhio, che è la parte evidente della testa del viso: le migliori condizioni per pensare, riflettere! Lo stesso ideogramma iniziale di Italia (Yi dà lì = 意大利), appunto 意 (yi = Italy nel linguaggio corrente), vede simboleggiata la nostra penisola come quella nazione dove ci sono il cuore (sotto) e il sole (sopra) 日 (ri).

Imparare la Cina - Sempre più in profondità, nel cuore degli ideogrammi

Quando si vuol definire l’idea di fedeltà (concetto per il quale si mette il cuore al centro), ecco che vediamo proprio il segno del mezzo 中 (zhong = centro, mezzo), posizionato sopra il cuore 忠 (zhong = fedeltà). Per identificare poi il concetto di paura,"伈" (xin) abbiamo un uomo stilizzato che è a fianco del proprio cuore, quasi come se fosse in apprensione. Se poi affianchiamo questa volta l’ideogramma dell’occhio (che in genere si utilizza per intendere il viso) alla destra del cuore, otteniamo 心目 (zinmu = umore), dove proprio il nostro viso, la nostra espressione, fa emergere ciò che proviene dal profondo del cuore.

Infine, associando il concetto di prestare attenzione, curare, mettere in ordine, trama, scienze, cioè - (li), in mezzo al cuore e allo studio, ecco che abbiamo definito il concetto ampio di filosofia 心理学 (xin li xue).

Così, con queste righe, abbiamo acquisito maggiore confidenza con altri, nuovi, caratteri cinesi: proseguiamo ad arricchire il nostro piccolo ma prezioso bagaglio di cultura cinese, attraverso i millenari caratteri.

07 marzo 2015 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira
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Imparare la Cina - 12

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Imparare la Cina 12 - Al cuore dei caratteri cinesi


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L’origine dell’affascinante mito dell’Oroscopo cinese

Mentre sono in corso i festeggiamenti del Capodanno, è il caso di approfondire l’origine dell’oroscopo cinese. Già migliaia di anni fa gli astrologi cinesi praticavano la loro arte. Nell’astrologia cinese vi sono 12 segni, ognuno prende nome da un animale.

Dice la leggenda che durante un capodanno cinese un Buddha volle al suo cospetto tutti gli animali che popolano la terra. Li mandò a chiamare perché si ritrovassero tutti insieme. Purtroppo alla cerimonia sacra se ne presentarono solo 12. Il primo fu il Topo, seguito da Bufalo, Tigre, Lepre, Drago ( 龍 Lóng), Serpente (蛇 Shé), Cavallo (馬 (马) Mǎ), Capra (羊 Yáng), Scimmia (猴 Hóu) e ultimi il Gallo (公鸡 Gōngjī), il Cane (狗 Gǒu) e il Cinghiale/Maiale (猪 Zhū).
Grato per lo zelo dei pochi, il Buddha decise di denominare gli anni seguenti col nome di ogni animale intervenuto e le persone nate in quegli anni avrebbero ereditato le caratteristiche dell’animale corrispondente. Per esempi i nati nell’anno del Bufalo sarebbero stati buoni lavoratori, decisi e testardi. I nati nell’anno del Cane leali e fedeli. La straordinaria adattabilità delle definizioni è proprio ciò che spiega, in parte, il fascino che deriva dall’oroscopo cinese, unita ai cinque elementi che esercitano un’influenza e che sono Metallo, Acqua, Legno, Fuoco e Terra.

Dizionario cinese - L’origine dell’affascinante mito dell’Oroscopo cinese

La Capra (羊 Yáng) è uno dei 12 animali dello zodiaco cinese e dal 19 febbraio in tutto il mondo, e non solo in Oriente, si festeggia il Capodanno o la grande Festa di Primavera, con l’entrata ufficiale nell’anno della Capra. I festeggiamenti durano abitualmente ben due settimane, con fuochi d’artificio al primo giorno e la Festa delle Lanterne all’ultimo, che va a chiudere il Capodanno. Durante queste giornate si appendono festoni della fortuna alle finestre (girati in senso contrario) colorati di rosso e con le scritte nere o dorate, mentre si organizzano cene in cui il piatto principale è il Nian gao (年糕), ovvero il riso gnoccoso del Capodanno.
In famiglia e nei ristoranti si preparano pasti di buon augurio: pesce, simbolo dell’abbondanza, i Tang Yuanr, dolci fatti di riso e purè di fagioli, e i Jiaozi (饺子), i deliziosi ravioli al vapore che, nella tradizione, contengono una moneta nascosta.

L’Anno della Capra terminerà il 7 febbraio del prossimo anno. Anche quest’anno, dietro ogni problema, tante opportunità: il primo è palese, le altre invece sono nascoste, occorre perciò andare a cercarle.

28 febbraio 2015 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira
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Imparare la Cina - 11

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Imparare la Cina 11 - Il calendario in cinese


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Desk China - 25 febbraio 2015

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Come districarsi tra anno lunare, calendario e Capodanno cinese

Quest’anno, come nel 2003 e secondo il calendario cinese, l’anno del Cavallo lascia il posto a quello della Capra. L’inizio dell’anno è il 19 febbraio. Da sempre la luna ha influenzato, oltre che la natura e l’agricoltura, lo scorrere del tempo. Ancora oggi nella lingua cinese i diversi mesi vengono tradotti come Prima Luna (gennaio), Seconda Luna (febbraio), Terza Luna (marzo).

Anche in Cina, oggi, è adottato il calendario gregoriano e quindi l’inizio dell’anno coincide con l’1 gennaio, ma il capodanno è solo quello secondo il calendario lunare, a cui è attribuito, sin dal 1912 e per evitare confusione, il nome di Festa della Primavera.

Il calendario lunare cinese è datato 2637 aC, anno in cui l’imperatore Huáng Tì 皇帝 introdusse il primo ciclo zodiacale: un ciclo completo di 60 anni e composto da cinque cicli semplici di 12 anni ciascuno. Il 78esimo ciclo è cominciato nel febbraio 1984 e si concluderà nel febbraio 2044. Gli anni di questo calendario non coincidono con quelli del calendario gregoriano, variando la data del capodanno cinese (Nuovo Anno - Xīnnián 新年), che coincide con la prima luna nuova dopo l’entrata del Sole nel segno dell’Acquario, ovvero nel momento in cui, di fatto, inizia il mese numero 1. Ecco che quindi il capodanno cade sempre tra il 21 gennaio e il 19 febbraio del calendario gregoriano.

Dizionario cinese - Come districarsi tra anno lunare, calendario e Capodanno cinese

Per quanto riguarda l’oroscopo, quest’anno il 19 febbraio, in tutto il mondo e non solo in Oriente, è il giorno dell’inizio dei festeggiamenti dell’anno della capra. La Capra (羊 yáng) (in Cina per alcuni è l’anno della pecora), è uno dei 12 animali dello zodiaco cinese, quello che si presentò ottavo dinanzi a Buddha.

Festeggiare il capodanno cinese è avvicinarsi allo spirito della famiglia e alla comunione con la natura. In Cina parchi, piazze e templi si trasformano in luoghi di celebrazioni e cerimonie sacre, mentre di sera in lontananza il cielo è illuminato da centinaia di fuochi pirotecnici benauguranti, che allontanano i demoni del male secondo le antiche tradizioni.
L’Anno della Capra terminerà il 7 febbraio 2016: sembra che quest’anno ci saranno fuochi d’artificio per il Bufalo e per il Gallo, ma nel contempo interessanti opportunità anche per tutti gli altri segni. Sia dunque propizio il già avviato anno solare 2015 e i migliori auspici vadano al nuovo anno della Capra! (新年快乐 Xīnnián kuàilè)

21 febbraio 2015 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira
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Imparare la Cina - 10

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Imparare la Cina 10 - Il capodanno cinese


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Desk China - 18 febbraio 2015

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Gli ideogrammi composti che hanno l’uomo al centro

Riprendendo ancora una volta gli ideogrammi base di uomo 人(rén), donna 女(nǚ) e bambino 子 (zǐ=figlio, bimbo), andiamo insieme a conoscere nuovi caratteri composti, dove essi sono contenuti come base imprescindibile. Scopriremo così intuitive curiosità di scrittura per altrettanto interessanti significati.

Innanzitutto impariamo l’ideogramma che li unisce: quello di famiglia. Dobbiamo quindi fare mente locale sull’antica civiltà contadina, dove a ogni nucleo familiare che si andava costituendo, veniva associata una casa e, all’interno di essa, era quasi d’obbligo allevare il maiale (豕=Shǐ), avendo così facilmente disponibili il grasso, la carne e, fatto non trascurabile, la canalizzazione di ogni rifiuto (oggi sarebbe di grande comodità per la raccolta del nostro umido). E così, famiglia si scrive disegnando il tetto (宀) di una casa, sotto il quale è ben protetto un maiale 家 (Jiā= famiglia).

In maniera molto comoda ed efficace, associando uomo (rén) a una specifica nazione, ne definiamo la sua nazionalità 意大利人 (Italia + uomo = italiano). Così, ad esempio, 中国人 (zhong guò + rén), Cina + Uomo corrisponde a cinese. Ancora una volta interessante ricordare che la Cina è definita come centro (中) del mondo (国), laddove il mondo tolemaico era intesa di forma piatta. Ancora oggi, per molti, la Cina è il regno di mezzo.

Ugualmente, associando (come in molte lingue del resto) i caratteri di uomo/ persona a una città, ne definiamo la cittadinanza 米兰人 (Milano + uomo = milanese).
È così che un cittadino che vive a Pechino (in cinese Beijing ovvero la capitale del Nord) è definito come un 北京人 = bèi jìng ren. Alcune traduzioni sono poi del tutto omofoniche dall’inglese: qualche settimana fa abbiamo imparato che la città di Milano è banalmente Mi-lan 米兰, dove il significato letterale dei due ideogrammi è addirittura riso+orchidea! Allo stesso modo la capitale italiana, Roma (trasformando però la difficilmente pronunziabile erre in elle), diventa Luo-Ma 罗马, dove Ma è addirittura il cavallo.

Sempre seguendo la stessa logica, unendo uomo a lavoro (工 = gong), otteniamo il significato di lavoratore 工人 (gong rén). Per ricondurci invece al femminile (lavoratrice), dovremo sostituire donna al posto dell’ uomo.

Infine, ponendo questa volta sotto il tetto (宀) di una casa (scuola) il bimbo 子, si ottiene l’ideogramma 字 = zi «carattere (di scrittura)», supponendo che in quel sito un bimbo impari a scrivere.

14 febbraio 2015 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira
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Imparare la Cina - 09

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Desk China - 11 febbraio 2015

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L’accoppiamento dei simboli nella scrittura cinese

Dopo avere parlato la scorsa settimana di agricoltura e tecnologia, compiendo coraggiosi balzi dai campi al tuono e all’elettricità, restiamo questa volta nella vita di tutti i giorni, con alcuni ideogrammi base. Tra loro troveremo anche dei radicali, ovvero caratteri fondamentali da cui derivano tutti gli altri.

Alla base della vita c’è l’uomo, che in antichità veniva disegnato come un corpo in movimento, oggi in verità più semplice e stilizzato, ma altrettanto significativo: 人(rén = uomo): le due gambe che reggono il corpo danno bene l’idea della stabilità verticale, che si differenzia dagli animali.
È così pittografico il carattere di uomo che, se allo stesso facciamo allargare le braccia, quasi a voler simboleggiare qualcosa di vasto e ampio, otteniamo proprio l’ideogramma 大 (dà), che significa grande.
Se poi riadattiamo la figura dell’uomo maschio a quello della donna femmina, conferendo perciò al carattere un poco di sinuosità, ecco che otteniamo appunto l’ideogramma 女 (nu = donna), dove l’idea della persona in movimento è davvero più pronunciata.

Rimanendo in ambito famigliare, anche i figli, i bimbi, hanno la loro collocazione pittografica: infatti, quasi idealizzando un bimbo in fasce che non sta ancora in piedi ma è adagiato e avvolto da un panno, otteniamo il semplice ed esemplificativo carattere 子 zǐ che significa figlio, bimbo.
Questi tre caratteri base (uomo, donna, bambino) sono anche altrettanti radicali, ovvero ben definiti ideogrammi che compaiono nella scrittura a supporto di altri caratteri, spesso facendone intuire l’origine o il collegamento, molte volte regalando l’immediato significato della loro derivazione.

A titolo di esempio, se uniamo la donna (a sinistra) e il bambino (a destra), quindi associamo la vera ed esclusiva essenza del bene, quello materno, otteniamo uno dei più belli ed esplicativi ideogrammi: 好 (hǎo) che significa bene, buono e che quotidianamente usato insieme al pronome personale 你(ni) che significa Tu da oltre 1.370 milioni di persone in Cina, esprime in modo molto esplicito lo stesso saluto reso dal nostro buongiorno, ni hao 你好 che significa buongiorno (tu + bene).
Letteralmente, del tutto vicino al nostro caldo e mediterraneo «statte ‘bbuono».
Vien da dire che tutto il mondo è paese !


07 febbraio 2015 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira
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Imparare la Cina - 08

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Desk China - 04 febbraio 2015

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Dall’agricoltura alla tecnologia: le curiosità della scrittura cinese

Proseguendo nella nostra piccola rubrica, che ci auguriamo essere di interesse nella sua semplicità e chiarezza, ripartiamo dal riso, l’ormai conosciuto mǐ Dobbiamo ricordare che nell’attuale lingua cinese molti vocaboli derivano banalmente da una semplice traduzione «omofonica» di talune parole inglesi. Infatti il nostro !(mi) è ancora utilizzato per definire l’unità di misura «metro» (da meter).

Se sulla sinistra del nostro ideogramma «riso» appoggiamo poi il carattere di «occhio» 目(mù), otteniamo ad esempio un altro mī 眯, che significa «fare un pisolino»: infatti è come se si socchiudessero gli occhi a forma di chicchi di riso quando piano piano ci si addormenta, magari sdraiati sul prato erboso di un campo.

Proprio il «campo» torna poi a essere molto significativo in una civiltà contadina. Si scrive infatti 田 (tiàn), dove è ben disegnata la superficie di un campo, a forma rettangolare, suddiviso a sua volta in quattro complementari aree tra loro adiacenti, allo scopo di poter configurare la famosa rotazione (ovvero spostare una coltura di anno in anno in un terreno diverso per non impoverire troppo lo stesso suolo).

Se sopra il carattere di «campo» posizioniamo quello di pioggia 雨 (ben evidente con le gocce d’acqua che scendono dalle nuvole), otteniamo il carattere composito di «tuono» 雷 léi, ovvero un campo dove sta cadendo la pioggia a catinelle, che andrà probabilmente a generare un temporale.

Ed è nel mezzo di un campo che l’evoluzione della scrittura ha definito di far cadere il fulmine, segno evidente di un fenomeno elettrico: ed ecco allora 电 (diàn), «elettricità».
Questo ideogramma, associato ad altrettanti diversi sostantivi, va quindi a significare e descrivere tutto ciò che è tecnologico (telefono 电话 diànhuà, telegrafo, cellulare eccetera).
Significativo l’abbinamento di «elettricità» con «cervello» 脑 (nào) a comporre la parola computer (ovvero cervello elettronico) 电脑 (diàn nào)!
Se al telefono uniamo il carattere che rappresenta una mano, otteniamo il «cellulare» e, infine, aggiungendo anche una mela, andremo a esprimere l’iPhone della Apple.

D’altro canto, come è ben noto, la Cina, che proviene da un passato basato prevalentemente sull’agricoltura, si va avventurando da anni verso scenari tecnologici sino ieri impensabili: in futuro dunque si conieranno tante nuove parole composte, tutte curiose, spesso del tutto intuitive e altrettanto affascinanti !

13 Dicembre 2014 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira
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Imparare la Cina - 07

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Desk China - 28 gennaio 2015

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Imparare la Cina - 06

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Desk China - 17 dicembre 2014

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Sotto il segno del cibo (e del riso)

È del tutto risaputo che, per gran parte dei cinesi, soprattutto nel Sud del Paese, il riso è alla base dell’alimentazione quotidiana. Esso viene definito nella lingua orale con la parola/sillaba 飯 Fàn: la stessa che, nel linguaggio corrente, identifica il cibo in generale. Mangiare, infatti, si dice 吃饭 Chīfàn (mangiare il riso).

Occorre notare che il carattere mangiare, 吃Chī, ha nella parte sinistra la bocca 口Kǒu, apertura orale del tutto stilizzata, ma significativa. La stessa bocca che ritroviamo poi nel bere con 喝Hē.

Ora, proseguendo nella nostra rubrica, costituita da una serie di piccole storie che vengono proposte periodicamente, andiamo a comprendere come i cinesi identificano il riso, oltre a qualche carattere basilare, nella sua millenaria e affascinante scrittura.

Le prime testimonianze della scrittura cinese si fanno risalire all’incirca verso il 1500 a.C., al tempo della dinastia Shang, ed erano rappresentate da incisioni su ossa di animali, su conchiglie o, più preziosamente, su gusci di tartaruga. Una volta scoperte, risultò abbastanza facile interpretare questi primi segni, poiché restituivano un’immagine immediata della realtà cui si riferivano.

Ad esempio, il sole (日 rì era rappresentato da un cerchio (la forma), con dentro un trattino (il nucleo). La luna 月yuè era disegnata invece come una sorta di semicerchio, con all’interno lo stesso piccolo nucleo, costituito da due trattini. Affiancando poi i due segni, sole e luna, insieme e uniti questi vanno a significare splendore, luminosità : 明 míng. (gli ideogrammi attuali qui rappresentati sono perciò una stilizzazione successiva).

Venendo al riso, il suo segno trae le origine dalla pianta 木 mù (l’albero), rappresentata da un tratto verticale (il tronco), da due tratti verticali verso il basso (le radici), a sinistra e a destra, con un tratto orizzontale (i rami). Si comprese ben presto che due piante tra loro affiancate 林 lín , andavano a esprimere il significato di bosco.

Orbene, il nostro riso 米 Mǐ , aggiunge semplicemente al segno della pianta due trattini che vanno verso l’alto, a sinistra e a destra (la piantina di riso, che emerge e cresce al vento).

È in questo modo che i cinesi, da oltre 18 secoli, quasi allo stesso modo ripetono con tradizione questi segni, ogni giorno, in modo del tutto naturale e, forse, anche un poco artistico!



13 Dicembre 2014 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira
www.milanofinanza.it/desk_china

Imparare la Cina - 05

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Desk China - 10 dicembre 2014

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Una rassegna dei caratteri cinesi

Questa volta all’interno della rubrica parliamo di alcuni concetti di base, scoprendo alcune terminologie in uso per definire le principali forme dei caratteri cinesi. In particolare i pittogrammi, i caratteri indicativi, i caratteri combinati, i caratteri associativi, i pitto-fonogrammi e i radicali.

Ecco alcuni esempi:



PITTOGRAMMI
Rappresentano, naturalmente e in forma stilizzata, le cose, gli oggetti, le realtà cui si vogliono riferire. Ecco alcuni esempi tra i più ricorrenti che possiamo enunciare:
l’uomo (la persona) 人 rén
l’albero (la pianta) 木 mù
la bocca 口 kou
il sole 日 rì
la luna 月 yuè


CARATTERI INDICATIVI
Sono caratteri in cui i tratti si combinano tra loro, spesso in modo graficamente intuitivo, andando a determinare un significato astratto, come:
sopra 上 shàng
sotto 下 xià
centro 中 zhōng


continua nella pagina seguente...

 

CARATTERI COMBINATI
Questi sono invece composti da due o più parti unite, andando così a identificare particolari significati:
da (provenienza) 从 cóng
molti 众 zhòng
stop/fermata/riposo 休 xiū
fiume 河 hé


CARATTERI ASSOCIATIVI
Derivano dalla combinazione di due o più componenti già di per se stessi significativi, andando però, così assemblati, a creare nuovi caratteri, con altrettanto diversi significati:
sole + luna 日 + 月 luminoso 明 míng
piccolo + terra 小 + 土 polvere 尘 chén


PITTO-FONOGRAMMI
Sono una specie particolare di caratteri combinati, con una componente che indica il senso, mentre l’altra esprime la sua pronuncia; tra essi il più significativo è la parola mamma.
donna + cavallo 女 + 马 mamma 妈妈 māma


RADICALI
Nel dizionario cinese i caratteri sono organizzati a seconda del numero di tratti che li compongono e anche delle differenti categorie di componenti, definiti radicali. Abbiamo ad esempio:
kou il radicale della bocca che dà significato a :
bere 喝 hé
chiamare 叫 jiào
mangiare 吃 chī
ed altri…

ren il radicale di persona che presta significato a:
da (provenire) 从 cóng
molti 众 zhòng
alcuni (misura) 个 gè


Quelle appena illustrate rapprersentano le diverse tipologie dei caratteri, con tutta la magia che emanano e che, prossimamente, ancora analizzeremo e scopriremo, carattere per carattere. Per chi volesse approfondire o rivedere i caratteri qui trattati il consiglio è di visitare il portale www. turisticinesi.it o www.vendereaicinesi.it (www.milanofinanza. it).

06 Dicembre 2014 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira - www.milanofinanza.it/desk_china

Imparare la Cina - 04

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Desk China - 03 dicembre 2014

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Gli Usa sono la bella nazione, l’Inghilterra è verde, la Francia è legge

In occasione di Expo 2015 saranno presenti a Milano ben 147 Paesi del mondo, un universo globalizzato sempre più aperto: usi, costumi, persone, storie, informazioni di ogni angolo della terra ci appaiono oggi sempre più vicini, siamo ormai sempre più al corrente di tutto. Ecco che, tenendo fede alla rubrica dei caratteri, abbiamo pensato di condividere con voi il nome di questi paesi in lingua cinese, soprattutto perché la traduzione è descritta in modo curioso e simpatico e l’approccio è semplice per una comprensione immediata.

Anche in questo caso le traduzioni sono un misto tra quelle di derivazione omofonica e quelle invece a senso compiuto: in entrambi i casi individuiamo nella lingua cinese aspetti interessanti e utili al lettore.

Poiché della Cina (中 國 = Zhong Guò) abbiamo già abbondantemente parlato, non possiamo evitare di considerarne la capitale attuale, ovvero quella del Nord, Pechino (北京= Bèi Jìng = nord + capitale), che si trova infatti al Nord, subentrata a Nanchino (posizionata a sud) solo nel 1949 (南京 = Nan Jìng = sud + capitale ). Rimanendo in Oriente ecco il Giappone, la famosa terra del Sol Levante, in cinese definito proprio 日本 = Rìběn, ovvero sole + radici, insomma dove nasce il sole.

Attraversiamo poi il Pacifico e diamo uno sguardo agli Stati Uniti, che un tempo per la Cina erano quasi un sogno di modernità, bellezza, novità. Ecco allora che gli Usa vengono definiti 美 国 = Měiguó, cioè la bella nazione. Notare che il carattere mondo国 = Guó viene usato per comporre il nome di molte nazioni.

Al di là dell’Atlantico questa volta, spostandoci in Europa, vediamo che l’Inghilterra, viene chiamata 英 国 = Yīngguó, sia perché deriva omofonicamente dalla parola inglese England (Inghilterra), sia in quanto considerata terra verde, rigogliosa: infatti il primo carattere contiene l’erba 艹(草cao).

Per la Francia invece, si utilizza la parola fa = 法 = Legge, forse perché lì nacque una delle prime costituzioni. Ecco allora 法 国 = Faguó: il Paese della legge.

continua nella pagina seguente...

Con riferimento alla Germania, Deutschland, si utilizza una specie di omofonia del nome del paese in tedesco Deutsch, con la parola 德 国 = Déguó. Ma forse anche perché 德 = dé simboleggia la virtù e ben si sa che quando si vuol intendere qualcosa di preciso, ferreo, forte, virtuoso, si dice… come un tedesco !

Abbandonando il carattere di mondo(国 = guó), ritroviamo allora nomi più dolci, sfumati, graziosi, come ad esempio per l’Olanda, chiamata. 荷 兰 = Hélán, dove a fianco del fior di loto 荷 = hé, c’è anche la bellissima orchidea兰 = lán, che a questo punto non funziona solo da carattere omofonico.

Per la Finlandia, invece, l’orchidea non è davvero usata solo in modo omofonico, ma del tutto significativo: infatti si dice 芬 兰 = Fēnlán, dove il primo carattere è 芬 = fēn, fragranza.

Mentre per l’Irlanda, 爱 尔 兰 = Ài’ěrlán, probabilmente l’intera traduzione è tutta omofonica, ma scelta con caratteri davvero simpatici, infatti il primo 爱 (ài) come amare, il secondo 尔 (ěr) è una forma arcaica del pronome tu, e il terzo 兰 (lán) è la meravigliosa orchidea.

Difficile immaginare come sia avvenuta la traduzione di Spagna, in cinese infatti 西 班 牙 = Xībānyá, che ispirerebbe l’utilizzo di una totale omofonia, infatti si unisce 西 = xī = Ovest, con 班= bān che nel contesto non è significativo e 牙 = yá, come dente.

Ne abbiamo già parlato, ma vale la pena ripeterlo. Un significato davvero compiacente, misto a una totale e perfetta omofonia, appare nella traduzione di Italia (Italy), che in cinese diviene 意 大 利 Yìdàlì , letteralmente idea di grande beneficio, interesse, profitto, ma soprattutto dove il primo carattere 意 = Yì è composto da un sole sopra un cuore. È quindi così si può tradurre Italia: quel Paese del mondo dove le idee sono grandi, dove splende il sole e la gente ha cuore.

29 Novembre 2014 – Wu Xing Hua, in collaborazione con Mariangela Pira - www.milanofinanza.it/desk_china

Imparare la Cina - 03

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Desk China - 26 novembre 2014

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Così il turista cinese viaggia verso Milano e l'Expo

I lavori sembrerebbero in ritardo, sta correndo e le strutture di base avanzano mentre, di pari passo, anche i padiglioni dei 147 stati del Mondo che parteciperanno prendono forma. Comunque vada il 1° di Maggio 2015, l’Expo aprirà i battenti a Milano e, siamone certi, di essa parlerà tutto il mondo. L’Italia sarà in vetrina per ben sei mesi!

Nel 2010 fu a Shanghai, con il tema “Better city, better life” (città migliore, vita migliore), che nel magnifico logo si ispirò alla figura del carattere cinese 世 ( shi ) che nel suo composto significa “il mondo世界 shìjiè”, trasformato poi in un emblema che raffigurava l’immagine di tre persone – io, tu, lui/lei – nel momento dell’abbraccio, quasi simbolo della grande famiglia del genere umano, in armonia e felicità.

Il tema per il 2015 sarà invece Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, dove si affronterà il problema del nutrimento dell’uomo e della Terra, divenendo un importante momento di dialogo tra le Nazioni sulle principali sfide dell’umanità e del pianeta. Ogni nazione si prodigherà per evidenziare cosa fa o intende fare per il miglioramento della vita e della terra. Lo stimolante tema del cibo, evidentemente, giocherà un ruolo importante per l’Italia, dove le tradizioni alimentari, il territorio, i prodotti dell’ agricoltura e la cucina mediterranea sono ben apprezzati in tutto il mondo.

Tra i milioni di visitatori attesi, certamente avranno un ruolo rilevante i Cinesi, che così daranno inizio e seguito al Turismo fuori dalla Cina, non solo verso la tradizionale meta degli Stati Uniti, ma finalmente anche verso l’Europa e quindi l’Italia. Degli oltre 100 milioni che si muoveranno dalla Cina, si stima che 3,5 / 4 milioni avranno come destinazione l’Italia: dobbiamo perciò saperli accogliere e fare in modo che il flusso divenga continuo e costante, anche dopo l’Expo.

Vale quindi la pena andare insieme a scoprire qualche carattere che sia attinente al turismo.

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Di base, Turista ( 游人 yóurén ) vede il primo carattere ( 游yóu ) come derivato dall’ Acqua氵( 水 shui ), con a fianco un giovane nuotatore子 (zi bambino), il quale è in continuo movimento, come l’uomo ( 人rén ) che effettua un viaggio.

Il concetto poi del visitare ( 看望 kànwàng ) viene evidenziato dal primo carattere “Vedere” ( 看 kàn ), dove abbiamo una mano (sopra) che copre un’Occhio (目 mù ), per mettere a fuoco e vedere meglio, poi ancora enfatizzato dal secondo, 望 wàng, osservare, dove sono ben evidenti una Luna (月 yuè ) sopra, con un Re ( 王 wáng) sotto, che appunto “osserva” dal basso l’astro luminoso.

Il Viaggio può essere fatto con il Treno ( 火车 huochē ), dove si nota sulla destra l’auto (il carro) 车, che un tempo era 車 ( chē ), preceduta dal carattere del Fuoco ( 火 huo ); si viaggia poi anche in Aereo ( 飞机 fēijī ), dove troviamo il Volare ( 飞 fēi ) e l’esemplificazione di una tavola di legno, le ali ( 机 jì ): si vola con un’attrezzatura di legno. Altro mezzo per viaggiare la Nave ( 海军 haijun ), che è ben caratterizzata dal Mare( 海 hai ), a sua volta derivato da Acqua氵( 水shui ).

Naturalmente il documento importante per viaggiare è il Passaporto ( 护照 hùzhào ), dove il secondo carattere identifica la “foto” ( 照 zhào ), che deve essere quì ben protetta ( 护hù ), sulla sinistra.

Quindi, ci aspettiamo che molti siano i Turisti in arrivo dalla Cina ( 中国 = zhong guò ), definita infatti come Centro ( 中 ) del Mondo ( 国 ) , per venire a visitare il “Bel Paese”: infatti, con un significato davvero compiacente, misto ad una totale e perfetta omofonia, la traduzione di Italia (Italy) in cinese diviene 意 大 利 Yìdàlì, letteralmente Idea di grande beneficio, interesse, profitto, ma soprattutto dove il primo carattere ( 意 Yì ) è composto da un Sole sopra un Cuore. E’ così che io preferisco tradurre perciò Italia :“quel Paese del Mondo dove le idee sono grandi, dove il sole splende e la gente ha cuore. “.

Infine non resta che un saluto di Benvenuto ( 欢迎 huānyíng ), dove sono abbinati i caratteri di 欢 huān ( felice, gioioso) e di 迎 yíng ( incontrare, ricevere ).

Altre informazioni di Buon Viaggio, dalla Cina all’Italia, si possono trovare sul portale www.turisticinesi.it, mentre una interessante guida turistica, scritta in inglese e specularmente “parlata” in cinese, si può scaricare dagli store del web come App “ Chinatoitaly “.

Sabato 22 Novembre 2014 – Milano Finanza – Desk China

Imparare la Cina - 02

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Desk China - 19 novembre 2014

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Immobili e attività parlano cinese

Da oltre un anno, ma ancor più intensamente negli ultimi mesi, tutti i media tutti parlano di bar ( 酒 楼 = jiǔ lóu ), ristoranti ( 饭 店 = fàn diàn ), sale giochi, negozi di parrucchiere, tintorie ed altri esercizi che passano da mani italiane a cinesi, in ogni parte d’Italia. Fenomeno che, in un periodo di generale crisi di queste attività imprenditoriali, desta stupore e suscita curiosità. “Come faranno questi cinesi ad essere così attivi e vitali nel settore immobilare?”, ci si chiede. Le risposte date dal gossip sono le più disparate e ricorrenti: si va da quella para-istituzionale, in base alla quale il governo cinese finanzierebbe in parte l’acquisto di attività, all'ipotesi fantasiosa di gruppi orientali che si presentebbero con le famose valigette piene di banconote, spesso rimpinguate, questa la versione gialla, anche dalla mafia cinese. Un mix di ipotesi che rappresenta uno spaccato della fantasia generale che, non riuscendo a concepire questo fenomeno commerciale, del tutto in controtendenza per questi tempi, va alla ricerca di ipotesi surreali che possano giustificarlo.

Motore e supporto di queste transazioni, che vedono la cessione ai cinesi da parte di italiani, è un sito ormai diffusissimo: www.vendereaicinesi.it (Gruppo Class), nato dall'idea congiunta di due imprenditori piemontesi, i fratelli Alberto e Simone Toppino, che con questo progetto sono riusciti ad interpretare le esigenze riunite di chi ha necessità di vendere e di chi, invece, vorrebbe cogliere le opportunità di acquisire beni, servizi, immobili, attività ed altro. In questo modo, le inserzioni da parte di italiani che hanno qualcosa da vendere risultano efficaci: i cinesi infatti, le leggono direttamente nella loro lingua, puntualmente tradotte dallo staff che cura il portale.

Questo primo articolo darà il via ad una rubrica settimanale su Milano Finanza. Il suo scopo è abbinare a notizie di attualità e di interesse generale l'approfondimento (in modo del tutto semplice ed intuitivo) di alcuni caratteri cinesi, che sono coinvolti o descrivono la notizia, associando un valore aggiunto all'articolo e trasformandolo in una sorta di rubrica periodica, che si spera possa ottenere l'interesse del lettore attento e curioso. é assodato, infatti, che prima di vendere (卖 mài) ai cinesi, è del tutto necessario conoscere (知 道 zhī dao ) la Cina

D’altro canto, la versione speculare cinese del portale www.vendereaicinesi.it, si chiama infatti “Maimaiouzhou.com” composta da tre parole che, rispettivamente, significano comperare ( 买 = mǎi ), vendere ( 卖 = mài ), Europa ( 欧洲 = Ōuzhōu ): ovvero "commerciare con l’Europa intera.com"

continua nella pagina seguente...

 

Da notare che i due caratteri, comperare e vendere, si rassomigliano del tutto, avendo una struttura che evidenzia la testa 头 = tóu (i due trattini a sinistra) di un uomo (le gambe) il quale, con le braccia (il tratto orizzontale) probabilmente scrive numeri.

I due caratteri sono poi diversificati solamente dal simbolo 十 sopra il comperare, per intendere l’azione del vendere ha portato i suoi frutti. Questo complementare carattere deriva da un originario 出 (chū = uscire, far uscire, andar fuori ), poi nel tempo ridotto a 土 e quindi semplificato ulteriormente, perdendo la base… ( se ci pensiamo, infatti, vendere e comperare sono la stessa situazione, rappresentano una identica azione, vista però da due punti di vista diversi).

Molte sono però le complementari motivazioni che “i cinesi” perseguono nel loro “darsi da fare” e che hanno portato alla creazione del portale “vendereaicinesi.it”.

Anzitutto il cinese vuole essere interprete attivo della vita, Il suo voler Essere - 是 ( shì ), è un carattere significativo, costituito dalla parte superiore 日 rì ,il Sole e dalla parte inferiore che rende chiaro il concetto di qualcosa in movimento ( un uomo人 rén ), che cammina. E’ evidente, a questo punto, che se c’è qualcosa che si muove sotto il sole, naturalmente “esiste”, ovvero è, ed il cinese vuole essere vivo ed attivo.

Indispensabile sapere poi che la Cina è definita come Centro ( 中 ) del Mondo ( 国 ), dove il Mondo tolemaico era di forma piatta. Il grande regista Antonioni ci regalò molti anni fa quel bellissimo film “il regno di mezzo”, ( 中国 = zhong guò ).

Sabato 15 Novembre 2014 – Milano Finanza – Desk China

Imparare la Cina - 01

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Desk China - 12 novembre 2014

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